Fan Mail! Why not?

23Feb/100

Actual Play – Claim inaspettati

In questi tempi non sto giocando molto, per vari motivi.

Tuttavia questa domenica ci siamo conceduti una giocata ad Annalise, un gioco che parla delle vittime di un misterioso vampiro.

L'ambientazione ruotava attorno a una band gothic-emo-metal, chiamata Eternal Tear (che peraltro esiste veramente!) con un chitarrista montato, una bassista repressa, un direttore senza scrupoli e un manager in crisi.

Annalise ha una meccanica chiamata Claim, che consiste nell'appropriarsi di piccoli pezzetti di fiction, scrivendoli su un foglietto e mettendoci due monete sopra. Questi claim si possono utilizzare per influenzare la storia durante il gioco.

Stavamo quindi in un momento di crisi in cui la casa discografica rischiava di chiudere i battenti per sempre, e stavo descrivendo (tramite un claim) come una folata di vento portava all'attenzione del direttore una lettera scritta dal fan club degli eternal tear, in cui si diceva tutto il male possibile sul comportamento della casa discografica e si minacciava di boicottarla.

Un mio amico, che aveva come personaggio proprio il direttore mi guarda, poi guarda la quantità di monete libere sul tavolo, prende un foglietto e dice "Metto un claim sulla fan mail!"

Alla luce del meme sulle fanmail, che dà il nome a questo blog, abbiamo riso per 10 minuti.

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1Feb/100

Un conflitto di Cani nella Vigna

Qualche giorno fa ho fatto un conflitto di iniziazione su un forum, per una giocata di Cani Nella Vigna con il personaggio di Sybrina Hope. Poiché si è trattato di un conflitto che copre quasi tutti i casi di un conflitto generico in Cani Nella Vigna, ho deciso di riportarlo e commentarlo in questo post. Il thread in questione si può trovare a questo indirizzo: http://www.gentechegioca.it/vanilla/comments.php?DiscussionID=1815

Beh, Sybrina non è così svestita, ma per il resto ci sta

31Jan/100

Recensione – Cani nella Vigna

Il prossimo gioco che andrò a recensire è un prodotto di Vincent D. Baker, creatura leggendaria di Internet, ed in italia viene edito dalla casa editrice Narrattiva.

Edizione Deluxe Cani nella vigna

Edizione Deluxe Cani nella vigna

Cos'è?

"Mormoni da guerra? Ma che scemata è?"

In un mondo dall'atmosfera western, la religione del Re della vita prevede che dei giovani vergini vengano mandati per le città a portare la parola del signore ai fedeli, e a risolvere i problemi. A questi ragazzini viene dato un cavallo, una pistola e l'autorità di fare tutto ciò che è necessario per portare la pace e l'armonia nelle città che visitano.Cosa significa questo peso per ognuno di loro? E' un dono o una maledizione? Fin dove si spingeranno nella loro pretesa di poter distinguere il bene dal male?
Cani nella Vigna è un gioco che affronta tematiche morali, in cui la religione è solo un pretesto per creare situazioni in cui è importante effettuare delle scelte e diventa inevitabile domandarsi se ne vale la pena.
Non sembra attraente? Normale, a pochi lo sembra, descritto così. Cani nella Vigna è come un vecchio libro con la copertina monocromatica, che passa inosservato, finché non lo apri per sbaglio e scopri che, incredibilmente, è scritto anche dentro.

28Jan/109

Actual Play – Fiasco 16/01/10

Tutto cominciò una sera di Chizze alla Biasola. Con la pancia piena e un bel clima si gioca meglio, è cosa risaputa.

Al tavolo c'erano 4 persone che si conoscevano a malapena:

Luca Vellutini, colui che presentava il gioco, un uomo col gusto del trash, o almeno così è parso xD

Max Lambertini, che assieme a Thomas tiravano fuori capolavori di battute in continuazione.

Thomas Mosciatti, l'uomo che riesce a rendere tutto grottesco. Figo

triex Hope, che a quanto pare si trova alquanto a proprio agio nell'interpretare ragazzine emo. Sarà l'avatar...

Il setup della partita

25Jan/100

Polaris – Actual Play romanzato

Sul tavolo c'è una candela spenta. Si tratta di uno di quei ceri da messa che si recuperano a Lourdes, bianco e blu, con dentro uno spago più che uno stoppino. E' già stata accesa in precedenza in un bicchiere di plastica, la cera si è riversata lungo i fianchi e solidificandosi ha incollato il bicchiere ormai trasparente al tronco della candela.

Proprio per questo l'Errore recupera un nuovo bicchiere da mettere sul solito piattino al centro del tavolo rotondo, in mezzo a tutti. Sul tavolo c'è un sacco di altra roba, che viene tolta per fare pulizia: cartoni di pizza, lattine vuote e accartocciate, un pacchetto di tabacco e cartine, matite, coltelli e una pinza per capelli.

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22Jan/107

Zippolo, il coniglietto Geek

Questa è la storia di Zippolo il coniglietto geek.
Zippolo era un coniglietto come tanti: lunghe orecchie, senso dell'umorismo, passione smodata per le conigliette (sì, quelle di playboy) e si considerava un geek.
"Ma li hai visti i film di star wars? Sei mica geek senza"
"Beh, una volta, uno o due mesi fa éè"
"Ma l'hai visto star trek? Sei mica geek senza"
"Beh, l'ha visto mia mamma éè"
"Ma ti piace il fantasy?"
"Ho letto il signore degli anelli e dragonlance"
"Non basta!"
"Ah éè"
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19Jan/107

Recensione – Polaris

Inauguro la rubrica delle recensioni di giochi con uno dei miei preferiti, Polaris.

Polaris è un gioco di Ben Lehman, tradotto ed edito in italia da Janus Design.

Knight of the Stars

Knight of the Stars - Suna

Cos'è?

Nella tempesta che infuria, si riesce a scorgerli solo per la luce delle loro spade...
Polaris è un gioco in cui i partecipanti vanno a creare assieme una storia: una tragedia cavalleresca che parla di destino, amore, perdita e morte. Si gioca in 3 o 4 giocatori, con l'ausilio solo di carta, matita e un singolo dado a sei facce, senza bisogno di una preparazione intensiva.
Durante il gioco si esplorerà la storia di alcuni cavalieri in un mondo di ghiaccio e avvolto dalla notte, che lottano una guerra senza speranza contro il sole portatore di morte e demoni. Cavalieri che difendono un popolo che non vuole essere salvato, un popolo illuso dalla falsa bellezza dell'alba.
Sarà la storia delle loro scelte, delle conseguenze che affronterranno e delle domande e dei dubbi che si porranno.

14Jan/104

Il numero non conta

Sono morte 50 000 persone nel terremoto di Haiti. O forse 100 000.

Non importa. Il numero esatto non conta.

Nella mia vita sono riuscito a malapena a comprendere la morte di una o due persone. So che ne sono morte altre, ma non le percepisco davvero. Figuriamoci 50 000. Come fa una persona a pensare a 50 000 morti? Non ne siamo capaci, ci illudiamo di esserlo. Ci illudiamo che ci sia differenza tra 50 000 e 100 000 perché la matematica ci dice che è così. Ma la realtà è che cambia soltanto la carta, e il pacco è sempre lo stesso.

Concentrarsi sui numeri significa guardare la carta del pacco. Ma cosa significa questo pacco? Se per una persona ho pianto, per 50 000 quanto devo piangere?

Mi dicono che 100 000 è peggio di 50 000 perché ci sono più persone che hanno perso dei parenti, e dire che il numero non conta è offensivo. Sarà, ma neanche per quelli che hanno perso qualcuno c'è differenza tra 50 000 e 100 000. Quello che importa è che le persone che hanno perso sono morte.

E se non esiste nessuno al mondo che riesca a percepire la differenza, questa differenza esiste? La logica ci dice di sì, ma la logica non mi basta.

Io la differenza non riesco a percepirla. Non so, sarò stronzo io.Welcome to WordPress. This is your first post. Edit or delete it, then start blogging!